Napoli. La Campania si conferma fanalino di coda in Italia per la raccolta pro capite dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Nel 2024, secondo il dossier “Facciamo secco il sacco” presentato da Legambiente Campania, la regione ha raccolto solo 3,02 kg di RAEE per abitante, una cifra ben al di sotto della media nazionale di 6,07 kg pro capite.
Nonostante la quantità complessiva di rifiuti elettronici avviati a riciclo – pari a circa 16.897 tonnellate – la partecipazione dei cittadini resta insufficiente, con una significativa disparità tra le province. Caserta emerge come la realtà più virtuosa con una crescita dell’8,7% rispetto al 2023 e una raccolta di 5,21 kg pro capite, seguita da Salerno (3,48 kg/ab), Avellino (3,46 kg/ab) e Benevento (2,41 kg/ab). Napoli, pur rappresentando il territorio con il maggior volume assoluto (6.483 tonnellate), registra la raccolta pro capite più bassa, appena 2,18 kg per abitante, segno di una significativa inefficienza nel coinvolgimento della popolazione.
La rete di raccolta campana si compone di 437 siti distribuiti tra centri comunali di raccolta (CdR), luoghi di raggruppamento della distribuzione (LdR) e altri servizi tecnici. L’82% dei RAEE viene conferito tramite CdR, mentre i LdR coprono il restante 17,9%. La distribuzione di questi punti varia però notevolmente sul territorio, influenzando la capacità di raccolta.
Un importante aspetto riguarda gli incentivi economici, i cosiddetti “premi di efficienza”, che nel 2024 hanno raggiunto oltre 1,18 milioni di euro in Campania, di cui più della metà destinata alla provincia di Caserta.
Il dossier di Legambiente sottolinea inoltre che, nonostante un quadro normativo ben definito e un sistema strutturato di raccolta e trattamento, la Campania affronta ancora molte sfide: la presenza di canali informali e non tracciati, una scarsa informazione della cittadinanza sulle modalità corrette di conferimento e una gestione non omogenea del territorio.
La presidente di Legambiente Campania, Mariateresa Imparato, ha evidenziato l’importanza di migliorare la rete di raccolta e gli impianti di trattamento per raggiungere gli obiettivi europei, favorendo un’economia circolare e sostenibile. Ha inoltre richiamato l’attenzione sull’importanza di campagne di sensibilizzazione per trasformare la percezione dei RAEE da “rifiuti pericolosi” a risorse preziose da riciclare.
Infine, il dossier ricorda il problema globale del traffico illegale di rifiuti elettronici, che sottrae ogni anno enormi quantità di RAEE ai canali ufficiali, con gravi impatti ambientali e sanitari.
