CASERTA. Il ministero dell’Interno dovrà depositare tutti gli atti che nell’aprile scorso hanno portato al decreto di scioglimento del Consiglio comunale di Caserta per presunte infiltrazioni della criminalità organizzata. L’ha deciso il Tar del Lazio con un’ordinanza istruttoria pubblicata nell’ambito di un ricorso proposto dall’ex sindaco.
Fu il prefetto di Caserta a segnalare in un dossier i problemi giudiziari che avevano coinvolto nel giugno 2024 importanti esponenti della giunta e dirigenti comunali di Caserta, accusati di aver concorso ad affidare appalti comunali in cambio di favori, soldi e voti, a diversi imprenditori, alcuni dei quali ritenuti vicini a un clan camorristico.
Il Tar oggi, considerando che gli interessi del ricorrente possono essere adeguatamente tutelati mediante la sollecita fissazione dell’udienza di discussione del merito del ricorso, ha ritenuto necessario acquisire “gli atti del procedimento in esame, privi di oscuramenti e completi della documentazione allegata”. Allo scopo è stato assegnato un termine di 45 giorni, con fissazione dell’udienza di merito il 25 febbraio prossimo.