ROMA. Paese sempre meno interessato alla partecipazione politica quello che viene fuori dal referendum dell’8 e 9 giugno 2025. L’affluenza nelle 61.591 sezioni allestite in tutto il Paese, infatti, è stata appena del 30,58%. Tre aventi diritto su dieci si sono recati alle urne, e per essere considerato valido, il referendum avrebbe dovuto superare il quorum del 50%.
Spicca in negativo il Trentino Alto Adige, dove si sono recati alle urne meno cittadini che in tutto il resto d’Italia. Qui l’affluenza registrata al termine dei due giorni di voto è stata soltanto del 22,70%. Subito sopra il Trentino si è piazzata la Sicilia, con il 23,10%. In cima alla classifica sono invece la Toscana, con il 39,09% e l’Emilia Romagna, che ha registrato il 38,10% d’affluenza.
Affluenza nelle grandi città
A Roma ha votato il 33,96% degli aventi diritto, a Milano il 35,43%, a Torino il 39,28%, a Napoli il 31,76% e a Palermo il 24,87%. Nei due capoluoghi di provincia in cui contestualmente al referendum si votava per il turno di ballottaggio del rinnovo dell’amministrazione comunale, Taranto e Matera, l’affluenza è stata del 44,83 per la città pugliese, e del 34,18% per la città dei sassi. Per quanto bassa, l’affluenza di oggi non è però quella storicamente più bassa, registrata il 12 giugno 2022, quando per i cinque quesiti del referendum abrogativo di alcune norme sul funzionamento del sistema giudiziario italiano si recò alle urne appena il 20,4% degli aventi diritto. Relativamente al parere espresso dagli italiani al voto, invece, il ‘Sì’ si è imposto in tutti e cinque i quesiti referendari, con un risultato che sfiora il 90% in quattro di essi. In particolare, gli elettori hanno espresso il proprio ‘Sì’ relativamente ai temi legati al lavoro. Sono stati invece il 65% quelli che hanno detto ‘Sì’ al quinto quesito, relativo alla concessione della cittadinanza italiana agli stranieri dopo 5 anni di permanenza nel nostro Paese.