MONDRAGONE. È sempre più evidente l’inadeguatezza delle istituzioni provinciali – soprattutto quelle di controllo – e il loro continuo scivolamento verso l’approssimazione, il caos e l’incapacità, con tutto ciò che ne consegue in termini di scarsa adesione alla norma. I casi sono ormai all’ordine del giorno e il pasticciaccio del rendiconto della gestione 2024 del comune di Mondragone, approvato con un ritardo di circa 3 mesi rispetto alla scadenza di legge, rappresenta solo l’ultimo di una lista sempre più lunga.
Il 24 luglio scorso il Consiglio comunale ha approvato, tra le altre cose, il rendiconto della gestione 2024. Un’approvazione arrivata con quasi tre mesi di ritardo rispetto alla scadenza del 30 aprile prevista dalla legge. Un’approvazione nulla, a nostro modesto parere, in quanto illegittima e che dovrebbe comportare a norma di legge lo scioglimento del Consiglio comunale. Diremo di seguito perché. Prima però dobbiamo ringraziare il Consigliere comunale Carlo Federico del Movimento Mondragone Attiva per l’ottimo intervento fatto proprio su tale punto all’o.d.g. (intervento che condividiamo e che vi invitiamo ad ascoltare: https://www.facebook.com/movimentomondragoneattiva/?locale=it_IT). Ma, perché sosteniamo che tale ritardo di tre mesi sia ingiustificabile e illegittimo e che, quindi, si dovrebbe avviare la procedura per lo scioglimento del Consiglio comunale?
Il rendiconto della gestione, così come il bilancio di previsione, rappresenta un documento fondamentale per la vita del Comune e la sua approvazione nei termini di legge, ovvero entro il 30 aprile, è un obbligo per il Consiglio comunale. In caso di mancata approvazione entro i termini stabiliti, il Prefetto interviene con una diffida, un atto formale che intima all’ente di procedere all’approvazione. La mancata approvazione del rendiconto nei termini previsti dalla legge, ovvero il 30 aprile, può portare a conseguenze gravi, incluso lo scioglimento del Consiglio comunale. Pertanto, è fondamentale che tutti i Consiglieri siano a conoscenza della diffida prefettizia e delle sue implicazioni. Una diffida che, rappresentando un atto che coinvolge direttamente la responsabilità del Consiglio comunale e dei suoi membri, deve essere notificata a tutti i Consiglieri comunali, in modo da permettere ad ogni consigliere di essere a conoscenza della situazione e delle gravi conseguenze che potrebbero derivare dalla mancata approvazione del rendiconto, inclusa la possibilità di scioglimento del Consiglio comunale. La decorrenza dei termini non superiore di solito ai 20 giorni imposti dalla diffida del Prefetto deve essere calcolata dalla data dell’ultima notifica effettuata nei confronti dei singoli Consiglieri comunali.
Questo è ciò che accade di norma e che crediamo la Prefettura di Caserta – seppur con qualche colpevole e ingiustificato ritardo (ai primi di giugno) – abbia messo in piedi anche quest’anno per i Comuni della provincia di Caserta inadempienti. A sentire però l’ottimo Consigliere Carlo Federico, i Consiglieri comunali di Mondragone non hanno ricevuto alcuna notifica di un’eventuale diffida prefettizia. Ma la Prefettura ha inviato la diffida anche al comune di Mondragone? E perché il presidente del Consiglio comunale e la Segretaria comunale non hanno notificato a tutti i Consiglieri comunali la diffida prefettizia? Occorre tener presente che alcuni Consiglieri comunali avevano chiesto un rinvio (non concesso) e non hanno partecipato alla seduta, ignari però della diffida prefettizia (se pervenuta), mai notificata. Consiglieri che, stando così le cose, farebbero bene a considerare tutto ciò che va fatto per ottenere l’annullamento degli atti relativi al rendiconto.
Ci informano che l’esimio Sindaco, il “padre del dissesto”, per giustificare l’enorme ritardo e il mancato rispetto dei tempi imposti della legge, abbia citato in Consiglio l’articolo 264 del TUEL. Una proroga però che a nostro avviso non riguarda il comune di Mondragone che ha approvato entro dicembre 2024, quindi prima della dichiarazione del dissesto, il bilancio annuale e pluriennale 2025-2027 e che, ai sensi dell’art. 259 del TUEL, è tenuto a presentare al Ministro dell’Interno un’ipotesi di bilancio di previsione stabilmente riequilibrato debitamente approvata dal Consiglio entro il termine perentorio di tre mesi dalla data di emanazione del decreto di nomina dell’OSL. E, solo a seguito dell’approvazione ministeriale dell’ipotesi di bilancio riequilibrato, l’ente è poi tenuto a provvedere anche alla deliberazione di eventuali altri bilanci di previsione o rendiconti non deliberati dall’ente, nonché alla presentazione delle relative certificazioni entro il termine fissato con il decreto ministeriale di approvazione dell’ipotesi, in ogni caso non superiore a 120 giorni.
Quindi, a nostro parere, il comune di Mondragone avrebbe dovuto approvare il rendiconto della gestione 2024 entro il 30 aprile di quest’anno, così come previsto per tutti i Comuni dall’articolo 227 del Testo Unico degli Enti Locali, oppure, a sentire il Sindaco, “padre del dissesto”, lo avrebbe dovuto approvare solo dopo l’approvazione del bilancio stabilizzato. Perché invece è stato approvato a fine luglio, con quasi 3 mesi di ritardo sulla scadenza di legge, senza aver notificato ai Consiglieri la diffida prefettizia e molto prima del bilancio stabilizzato? Siamo di fronte ad una vicenda clamorosa e gravissima – che coinvolge pesantemente anche chi dovrebbe controllare e presidiare il corretto funzionamento delle istituzioni comunali – e ad un’approvazione del rendiconto avvenuta in barba alla legge, che andrebbe annullata, con il conseguente scioglimento del Consiglio comunale. Perché la Prefettura di Caserta non è intervenuta e non interviene? Non è più tollerabile che in questo dannato deserto democratico, che è ormai diventata la provincia di Caserta, ove non c’è più legge che tenga ed esercizio giusto della giustizia, anche un tale obbrobrio possa passare in cavalleria. Come stanno passando in cavalleria addirittura ben tre circostanziate interrogazioni parlamentari (oltre ad altre segnalazioni) sulle gravissime e perduranti illegittimità che inficiano l’azione amministrativa del comune di Mondragone, che fino ad oggi non hanno avuto risposta alcuna da parte dei Ministri interrogati. Non ci resta che rivolgerci direttamente al Capo dello Stato, al quale nei prossimi giorni faremo presente tutto ciò. – Associazione Mondragone Bene Comune.