Carcere Carinola, detenuto ferisce tre agenti

CASERTA. Un’aggressione ai danni di alcuni appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria è avvenuta al carcere di Carinola, responsabile un detenuto armato di un bastone. A denunciare l’episodio il sindacato della polizia penitenziaria Sappe.

Da una prima ricostruzione, sembra che all’origine di tutto vi sia stata una protesta da parte di un gruppo di carcerati, che hanno danneggiato locali e arredi. Nel corso dell’intervento di contenimento necessario per ristabilire l’ordine, alcuni agenti sono stati aggrediti da un detenuto, che ha ferito in particolare tre poliziotti, tutti trasportati in ospedale: uno di loro ha riportato una ferita alla testa che ha richiesto dieci punti di sutura, mentre altri due hanno subito fratture e lesioni agli arti superiori.

“L’Amministrazione penitenziaria locale – dice il Sappe – ha sottolineato che già da tempo erano stati segnalati comportamenti problematici da parte di alcuni detenuti destinatari di provvedimenti disciplinari. Ma nonostante le ripetute richieste di trasferimento avanzate dalla direzione dell’istituto, la gestione delle assegnazioni ha comportato l’arrivo a Carinola di detenuti con elevato indice di pericolosità. Attualmente, la Casa di Carinola ospita circa 460 detenuti, a fronte della chiusura di due sezioni per lavori di ristrutturazione, che ha ridotto la possibilità di adottare misure di isolamento o di tutela per i ristretti. Il Sappe chiede “con forza che venga garantita maggiore attenzione alla sicurezza, sia per gli operatori che per l’intera comunità penitenziaria”.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, afferma che è “arrivato il tempo di valorizzare ancora di più il Corpo di Polizia Penitenziaria, di guardare al futuro con rinnovata maturità, superando le incertezze giovanili, consapevoli di un ruolo ormai consolidato nel quadro delle Forze di Polizia e nel complessivo sistema di sicurezza del Paese. Un Paese che domanda maggiore sicurezza e la Polizia Penitenziaria è pronta per proseguire il suo compito così peculiare, così prezioso, così insostituibile”.

Lo storico leader del SAPPE riconosce il cambiamento nel clima politico attuale: “Dobbiamo dare atto – spiega – che rispetto al passato, l’attuale governo e l’Amministrazione Penitenziaria hanno mostrato maggiore ascolto e sensibilità nei confronti delle criticità del settore. Ma proprio per questo ci aspettiamo di più. Serve uno sforzo ulteriore, più deciso e strutturale, perché non bastano le buone intenzioni: occorrono atti concreti, urgenti e coraggiosi”.

Capece torna quindi a chiedere “la dotazione al personale del Corpo di strumenti di tutela e garanzia non letali come i flash ball ed i bola wrap: il primo è un fucile che spara proiettili di gomma, già in dotazione alla Polizia Penitenziaria francese, mentre la seconda è un’arma di difesa che spara lacci bloccante le gambe dei riottosi, anch’essa già in uso ad alcune Polizie locali di alcune città italiane”.

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