A Cellole e a Sessa Aurunca le bandiere blu e verdi. Cosa aspetta Lavanga ad alzare bandiera bianca?

Mondragone. Qualche buon amico si lamenta (affettuosamente) quando ci mettiamo in pausa, quando ci abbandoniamo ad un temporaneo silenzio, quando per un po’ evitiamo di ritornare sulle tantissime malefatte, sugli eterni disservizi o sulle tante occasioni mancate di un’Amministrazione incapace, che ha portato la città per la prima volta nella storia al fallimento. A volte ci fermiamo (per un po’) perché temiamo di ripeterci, poiché – in un cero senso – sembra di essere intrappolati nel “Giorno della marmotta” come nel film “Ricomincio da capo”, nel quale il protagonista rivive continuamente il medesimo giorno.

A Mondragone sembra di vivere, anno dopo anno e da tanti decenni ormai, sempre lo stesso giorno. E l’Estate non fa che acuire tale sensazione. Anche la prossima stagione estiva sarà come tutte quelle che abbiamo già vissuto: caotica e chiassosa, sporca e noiosa, con l’acqua potabile erogata a singhiozzo e con lo spettro di qualche altro blackout.

Anche l’Estate 2025, come tutte quelle che l’hanno preceduta, sarà all’insegna dell’abusivismo, dell’eterna occupazione dell’arenile (ancora una volta non riportato tra i beni comuni e non messo a gara pubblica) e del lavoro povero e sfruttato. E come succede da tantissimi lustri, sarà un’altra Estate tutta a favore di qualche centinaia di famiglie che lucrano da sempre (e per grazia ricevuta) sul mare e sulla spiaggia, scaricando sulla stragrande maggioranza dei mondragonesi soltanto costi ed effetti negativi.

Un problema che non siamo i soli a segnalare. Qualche giorno fa il presidente dell’Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha dichiarato: “Il carico del costo del turismo, sulla gestione dei rifiuti, sulla gestione dei trasporti, sulla pulizia urbana, sullo spazzamento delle strade è di gran lunga superiore rispetto a questo. E chi paga questo costo? I cittadini con le loro tasse.

Viviamo un sistema in cui c’è chi guadagna da questo fenomeno e chi paga, i cittadini. È un sistema assolutamente disequilibrato. Ci vorrebbe un sistema di compensazione che dice: è vero che io ho un po’ di fastidi però loro contribuiscono al pagamento dei servizi locali. Credo che debba essere la base per una corretta compartecipazione degli interessi all’interno di una comunità, altrimenti ci troveremo con i movimenti contro i turisti, con chi sigilla serrature. Noi dobbiamo evitare che ci sia un conflitto di interessi tra i cittadini residenti e cittadini utenti”. E a dirlo è il Sindaco di Napoli che – contrariamente a Mondragone che non incamera neppure un euro – incassa comunque 30-35 milioni di € all’anno di tasse di soggiorno.

Ma occuparsi di turismo, come abbiamo detto fino alla noia, significa avere un’idea, uno straccio di progetto, significa poter contare su competenze specifiche e significa avere un’altra Amministrazione rispetto a quella incapace che ha portato la Città al fallimento. Siamo arrivati addirittura a far presentare un’interrogazione all’ex Consigliere regionale della Federazione dei Verdi, ora deputato di AVS, Francesco Emilio Borrelli, per cercare di conoscere che fine abbia fatto il Centro Servizi Turistici lautamente finanziato con soldi pubblici, che doveva sorgere nella parte di palazzo comprata dagli eredi Tarcagnota: https://www.pupia.tv/2020/01/caserta-provincia/mondragone-ambc-la-regione-campania-alla-ricerca-del-centro-servizi-turistici-che-non-ce/464190.

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E siamo arrivati anche a coinvolgere le Istituzioni europee per avere quel CST che invece non ha mai visto la luce, soppiantato da un “truffaldino”, costoso e inutile Centro turistico culturale. Un CST che doveva rappresentare invece il luogo dello studio, dell’analisi e della progettazione dei servizi turistici, lo spazio in cui elaborare in maniera partecipata le politiche per un turismo sostenibile, l’incubatore in grado di supportare le nuove imprese e le startup nel settore del turismo, fornendo risorse e servizi per aiutarle a sviluppare e crescere., la sede di raccolta di informazioni e dati per una programmazione lungimirante. Siamo stati sconfitti, ha vinto chi ha brigato, chi – con diffuse complicità – ha cambiato le carte in tavola e chi ha sperperato.

Ci resta soltanto la soddisfazione che alcune nostre proposte non erano affatto peregrine, visto che Comuni a noi limitrofi le stanno proficuamente portando avanti.

Da anni l’Associazione Mondragone Bene Comune spingeva per lavorare per ottenere la Bandiera Blu: https://www.belvederenews.net/mondragone-ambc-il-turismo-balneare-non-puo-essere-solo-mare-pulito-i-ritardi-del-litorale-domitio/.

E per il secondo anno consecutivo tale obiettivo è stato raggiunto dal Sindaco di Cellole. Avevamo anche proposto di adoperarci per la Bandiera Verde: https://www.casertanotizie.com/politica/2024/07/04/e-se-al-posto-della-bandiera-blu-puntassimo-alla-bandiera-verde/.

E proprio quest’anno i comuni di Cellole e di Sessa Aurunca hanno ottenuto per Baia Domizia tale riconoscimento: https://www.ecaserta.com/news/369416900102/sessa-e-cellole-conquistano-la-bandiera-verde-per-le-spiagge-a-misura-di-bambino.

E mentre i sindaci di Cellole e Sessa Aurunca sventolano orgogliosamente le Bandiere Blu e Verdi, quello di Mondragone non ha neppure il coraggio di alzare la bandiera bianca, ammettendo di aver sonoramente fallito e liberando finalmente la Città. – Associazione Mondragone Bene Comune.

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