NAPOLI (ITALPRESS) – “Papa Francesco avrebbe desiderato venire qui, in quella che ha tristemente preso il nome di “Terra dei fuochi”, ma non gli fu possibile. Oggi vogliamo realizzare il suo desiderio, riconoscendo il grande dono che l’Enciclica Laudato si’ ha rappresentato per la missione della Chiesa in questa terra. Infatti, il grido della creazione e dei poveri tra voi è stato avvertito più drammaticamente, a causa di un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune, che ha avvelenato l’ambiente naturale e sociale. È un grido che chiede conversione”. Lo dice Papa Leone XIV in apertura del suo discorso nella Cattedrale di Acerra (Napoli), primo dei due momenti centrali della visita pastorale del pontefice nella Terra dei Fuochi.
“Sono venuto – dice il pontefice – anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente. Sono qui, però, anche per ringraziare chi ha risposto al male col bene, specialmente una Chiesa che ha saputo osare la denuncia e la profezia, per radunare il popolo nella speranza”.
“Questa terra anticamente era chiamata ‘Campania felix’, perché capace di incantare per la sua fecondità, i suoi prodotti e la sua cultura, come un inno alla vita. Eppure, ecco la morte, della terra e degli uomini. Possiamo immedesimarci nello sconcerto del profeta davanti a quella distesa di ossa inaridite. Soffriamo per la devastazione che ha compromesso un meraviglioso ecosistema, luoghi, storie e memorie. Di fronte a questa realtà – prosegue il pontefice – ci possono essere due atteggiamenti: l’indifferenza o la responsabilità. Voi avete scelto la responsabilità e, con l’aiuto di Dio, avete iniziato un cammino di impegno e di ricerca della giustizia”.
LA GIORNATA DEL PONTEFICE
Papa Leone XIV è atterrato in elicottero alle 8,41 sul manto erboso dello stadio Ercoleo di Acerra. Inizia ufficialmente “Laudato Si’”, la visita pastorale del Santo Padre nella Terra dei Fuochi. Ad accogliere il pontefice, monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra, Alfredo Mantovano, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri, Roberto Fico, presidente della Regione Campania, Michele di Bari, Prefetto di Napoli; Tito d’Errico, sindaco di Acerra e Gaetano Manfredi, sindaco della Città Metropolitana di Napoli.
Un lungo applauso è partito da piazza Calipari dove i fedeli hanno potuto vedere sul maxischermo le immagini dell’arrivo del pontefice. Mentre Leone scendeva le scalette dell’elicottero in piazza si alzava il coro della gente che invocava il suo nome. Allo stadio invece, sono presenti anche i ragazzi del centro diurno “Mariapia Messina” della Caritas diocesana, Leone si è intrattenuto per qualche minuto con i giovani prestandosi anche a foto e selfie e firmando una bandierina che gli è stata consegnata da un fedele.
Nel momento dell’arrivo del Pontefice in Cattedrale le campane del Duomo di Acerra hanno suonato a festa. Le note suonate dalla banda cittadina hanno accolto il pontefice che ha incontrato i Vescovi della Campania, i sacerdoti, i religiosi, le religiose, i diaconi e le famiglie che hanno avuto vittime (ragazzi e giovani) a causa dell’inquinamento ambientale.
Successivamente Papa Leone XIV, a bordo della Papamobile, si è recato in piazza Calipari ad Acerra dove ha incontrato i fedeli. L’incontro con i fedeli, dopo il passaggio in Cattedrale, è stato il momento centrale della mattinata campana del Papa che ha incontrato la gente alla presenza anche di tutti i sindaci dei 90 comuni della “Terra dei fuochi”. L’intervento di Prevost è stato seguito dai ringraziamenti del vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna. Subito dopo c’è stata l’esecuzione del canto “Si sta Terra” di don Mimmo Iervolino e poi la preghiera per il creato pregata dal Santo Padre insieme a tutto il popolo.
Dopo la benedizione, Leone si è intrattenuto ancora qualche minuto per salutare una rappresentanza di autorità e fedeli sul palco centrale prima di concedersi ancora a lungo a foto e strette di mano con le persone in piazza dietro le transenne. Un primo tratto con la Papamobile e poi in auto chiusa il rientro del pontefice verso lo stadio Arcoleo, seguendo lo stesso percorso compiuto all’andata, prima della partenza in elicottero in direzione Vaticano.
IL VIDEO DELL’ARRIVO AD ACERRA CON LA PAPAMOBILE
-Foto xc9/Italpress-
(ITALPRESS).