ROMA (ITALPRESS) – Siate “artigiani della pace vera, una pace disarmante e disarmata. L’invito che faccio a tutti voi è: lavoriamo insieme, siamo tutti costruttori di pace nel mondo. è dai rapporti tra gli amici, dalle parole e dal modo di pensare” che iniziamo a “costruire la pace nel mondo. Abbiate sempre la speranza nella possibilità di costruire un mondo nuovo”. Così Papa Leone XIV rivolgendosi agli studenti dell’Università Sapienza di Roma, in occasione della visita pastorale.
La pace disarmata e disarmante, la stessa citata dal Pontefice nelle sue prime parole dopo la proclamazione di un anno fa, è il fulcro anche del suo intervento nell’aula magna dell’Ateneo dove erano presenti anche alcuni studenti di Gaza. “Apprezzo molto che la Diocesi di Roma e la Sapienza abbiano firmato una convenzione per l’apertura di un corridoio umanitario universitario con la striscia di Gaza. Il dramma del ‘900 non va dimenticato, il grido ‘mai più guerra’ dei miei predecessori così consonante come il ripudio della guerra sancito nella Costituzione italiana – ha proseguito -, ci sprona a una alleanza spirituale sulla quale con senso di giustizia che abita il cuore dei giovani, con la loro vocazione a non chiudersi tra ideologie e confini nazionali”
“Quanto avviene in Ucraina, a Gaza e nei territori palestinesi, in Libano, in Iran descrive la disumana evoluzione del rapporto tra guerra e nuove tecnologie in una spirale di annientamento. Lo studio, la ricerca e gli investimenti vanno nella direzione opposta: sì alla vita, sì alla vita giovane, sì alla vita dei popoli che invocano pace e giustizia. Nell’ultimo anno – ha osservato il Santo Padre – è cresciuta la spesa militare mondo, in particolare in Europa, è stata enorme. Non sia chiami difesa un riarmo che aumenta tensioni e insicurezze, che depaupera investimenti in educazione e salute, che smentisce la fiducia nella diplomazia, che arricchisce élite a cui nulla importa del bene comune. Occorre vigilare sullo sviluppo e l’applicazione dell’intelligenza artificiale in ambito militare e civile affinché non peggiorino la tragicità dei conflitti”.
Leone, accolto dai ragazzi dell’Ateneo da ovazioni, cori e standing ovation, ha incoraggiato gli studenti “a non cedere alla rassegnazione, ma trasformate l’inquietudine in profezia. Chi studia, chi ricerca e cerca la verità troverà Dio nella bellezza della creazione. Oggi è un bel momento, una benedizione e un dono di Dio trovarci qui e vivere questo momento sapendo che Dio ci ha chiamati”.
“I viali della città universitaria – ha evidenziato il Papa – sono attraversati ogni giorno da tanti giovani abitati da sentimenti contrastanti, vi immagino a volte spensierati e lieti della vostra giovinezza che, anche in un mondo travagliato e segnato da terribili ingiustizie, vi consente di sentire che il futuro è ancora da scrivere e nessuno ve lo può rubare. Gli studi che fate, le amicizia che create in questi anni e l’incontro con maestri del pensiero sono la promessa di ciò che può cambiare in meglio: noi stessi prima ancora della realtà. Non dobbiamo nasconderci – ha spiegato -, molti giovani stanno male, per tutti ci sono stagioni difficili ma qualcuno può avere l’impressione che non finiscono mai. Questo dipende sempre più dalle aspettative a da pressioni per le prestazioni. è la menzogna di un sistema distorto che riduce le persone a numeri esasperando la competitività e abbandonandoci a spirali d’ansia. Questo malessere spirituale di molti giovani ci ricorda che non siamo la somma di ciò che abbiamo, siamo un desiderio che non un algoritmo”.
La visita del Santo Padre è iniziata nella Cappella Universitaria “Divina Sapienza”, dove è stato accolto dalla Rettrice, Antonella Polimeni, dal cardinale vicario per la Diocesi di Roma, Baldo Reina, e dal Cappellano, Don Gabriele Vecchione; ha poi salutato gli studenti dalla scalinata monumentale; successivamente ha avuto un colloquio privato con il Rettore, poi la firma del Libro d’Onore, lo scoprimento della targa-ricordo e la visita alla mostra “Sapienza e il Papato”.
“In una società sempre più complessa e frammentata la conoscenza è una delle principali infrastrutture strategiche. La conoscenza è l’architrave per costruire società aperte e democratiche in grado di includere e non escludere”. Ha affermato il rettore dell’università Sapienza di Roma, Antonella Polimeni.
“Il compito dell’Università è quello di insegnare, un presidio dove si formano menti capaci di comprendere le complessità mondo. In una società sempre più complessa e frammentata la conoscenza è una delle principali infrastrutture strategiche. La conoscenza è l’architrave per costruire società aperte e democratiche in grado di includere e non escludere. Il compito dell’Università è quello di insegnare, un presidio dove si formano menti capaci di comprendere le complessità mondo”, ha concluso.
-Foto xb1/Italpress-
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