ROMA (ITALPRESS) – La pirateria resta un tema allarmante che non riguarda solo il calcio ma tutto lo sport, oltre al cinema e alla tv, con ripercussioni complessive per l’economia italiana pari a circa 2,2 miliardi di euro. È questo l’argomento centrale di “Ip & Sports – Ready, Set, Play! Lo scenario italiano”, l’evento italiano per la Giornata mondiale della proprietà intellettuale, organizzato dalla Fapav, Federazione per la tutela delle industrie dei contenuti audiovisivi e multimediali, in collaborazione con l’Associazione Civita.
“Il nostro Paese ha già fatto tanto sul tema della tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali. Le industrie delle emozioni – quali quelle del cinema, della tv e dello sport – hanno avuto grandi risposte dalle istituzioni e dagli organi preposti negli ultimi anni nella lotta alla pirateria. Oggi è possibile bloccare un contenuto illecito a 30 minuti dalla sua messa online”, ha spiegato Federico Bagnoli Rossi, presidente della Fapav. “Questo è un risultato importante di un paese all’avanguardia rispetto a molti altri su questo tema, ma bisogna continuare a cooperare e non abbassare la guardia perché c’è ancora molto da fare”, ha aggiunto.
Dello stesso avviso è anche l’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo: “La battaglia è approdata in una legge approvata all’unanimità dal Parlamento. Il nostro Paese sta tracciando la linea a livello europeo, ma possiamo fare ancora tanto. Il danno che viene praticato al nostro calcio è di oltre 300 milioni di euro, un importo colossale che può cambiare il destino di una nazione dal punto di vista sportivo. Sono soldi che mancano all’appello per gli investimenti sui vivai e le infrastrutture”.
La lotta alla pirateria è “ad un punto di svolta”, secondo il presidente della Lega Serie B, Paolo Bedin, secondo il quale non si tratta “solo di un tema di lotta alla pirateria, ma di affermazione del principio dei rightsholder, del principio di proprietà intellettuale e di copyright. Sono principi che vanno affermati per noi rightsholder che abbiamo diritti da commercializzare, per i licenziatari che investono quantità importanti di denaro per l’acquisizione del diritto ma anche per i consumatori che vanno difesi da forme illecite di utilizzo e visione dei nostri eventi. È un tema focale, su cui le leghe devono insistere dedicando risorse umane, competenze e budget”.
-Foto ufficio stampa Fapav –
(ITALPRESS).