Sanità, il grande flusso di pazienti che impoverisce il Sud: la Campania perde centinaia di milioni

Il coordinatore del Dipartimento Salute di ANCI Campania, Antonio Salvatore, analizza il fenomeno: ogni anno oltre 5 miliardi di euro si spostano tra le regioni con la mobilità sanitaria

Antonio Salvatore, coordinatore del Dipartimento Salute, Sanità e Assistenza di Prossimità di ANCI Campania

La migrazione sanitaria continua a ridisegnare gli equilibri del sistema sanitario italiano, con conseguenze economiche e sociali rilevanti soprattutto per le regioni del Sud. A sollevare il tema è il coordinatore del Dipartimento Salute, Sanità e Assistenza di Prossimità di ANCI Campania, il professor Antonio Salvatore, che invita a una riflessione sui meccanismi che regolano la mobilità dei pazienti tra le regioni.

Secondo l’analisi del docente, il sistema sanitario italiano, basato su venti modelli regionali autonomi, presenta profonde differenze organizzative, gestionali e finanziarie. Un assetto che, se da un lato garantisce ai cittadini il diritto alla libera scelta della struttura e del medico, dall’altro alimenta una competizione tra sistemi sanitari regionali con effetti spesso sbilanciati.

La mobilità sanitaria e la “transumanza di ricchezza”

Alla base del fenomeno c’è il principio della cosiddetta “quota capitaria”, ovvero la somma che lo Stato assegna ogni anno a ciascun cittadino attraverso il riparto del fondo sanitario nazionale. Quando un paziente sceglie di curarsi in un’altra regione, quella quota segue il cittadino e viene trasferita alla struttura sanitaria che eroga la prestazione.

Secondo Salvatore, questo meccanismo produce una vera e propria “transumanza di ricchezza”: i sistemi sanitari più forti diventano sempre più solidi, mentre quelli più fragili rischiano un progressivo indebolimento.

Il risultato è una redistribuzione annuale di oltre 5 miliardi di euro del fondo sanitario nazionale, risorse che si concentrano principalmente in tre regioni: Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana.

Il caso Campania

Nel caso della Campania, la situazione viene definita “paradossale”.

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Secondo i dati richiamati nell’analisi, ogni cittadino campano riceve in media circa 52 euro in meno rispetto alla media nazionale nel finanziamento sanitario pro capite: 2.166 euro contro una media di 2.217 euro.

A questo si aggiunge l’impatto dei criteri di riparto del fondo sanitario nazionale che, secondo Salvatore, sottrarrebbero alla regione circa 280 milioni di euro l’anno.

Un altro elemento critico riguarda i limiti normativi che impediscono alle strutture campane di attrarre pazienti da altre regioni oltre una soglia pari all’1% del loro budget. Un vincolo che, secondo l’analisi, comporterebbe una perdita di oltre 300 milioni di euro ogni anno.

Flussi migratori e attrazione dei pazienti

L’indice medio nazionale di mobilità sanitaria è pari al 4%, e la Campania risulta sostanzialmente in linea con questo dato per quanto riguarda i pazienti che si curano fuori regione.

Diversa, invece, la situazione sul fronte dell’attrazione dei pazienti: la Campania registra un indice dell’1%, contro una media nazionale del 4%. Una differenza legata, secondo Salvatore, proprio alle barriere normative che limitano l’ingresso di pazienti provenienti da altre regioni.

Il fenomeno è ancora più evidente se si considera che oltre il 50% dei flussi migratori sanitari è diretto verso strutture private accreditate del Nord, nonostante anche nel Mezzogiorno esistano centri di eccellenza.

Le possibili soluzioni

Secondo il coordinatore del Dipartimento Salute di ANCI Campania, Antonio Salvatore, il tema richiede un intervento urgente sul piano normativo e finanziario.

Tra le ipotesi indicate figurano:

  • la revisione dei criteri di riparto del fondo sanitario nazionale;
  • la rimozione dei limiti che impediscono alle strutture sanitarie campane di attrarre pazienti da altre regioni;
  • una revisione complessiva delle regole che disciplinano i flussi di mobilità sanitaria.

Per il prof. Antonio Salvatore, senza una revisione delle regole attuali il sistema rischia di accentuare le disuguaglianze territoriali, con effetti diretti non solo sulla sanità ma anche sullo sviluppo economico e sociale dei territori meridionali.

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Dipartimento Salute ANCI Campania

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