Campioni e belle speranze, l’Italia si affida a 192 atleti per Milano-Cortina

di Giorgio La Bruzzo

MILANO (ITALPRESS) – Una delegazione da record per puntare in alto. Milano-Cortina supera Torino, con l’Italia che si presenterà ai Giochi Invernali con 196 atleti (103 uomini e 93 donne), con 12 elementi in più (109+75) rispetto al 2006. Una spedizione che va dai 16 anni di Giada D’Antonio ai 45 di Roland Fischnaller, alla sua settima Olimpiade consecutiva, ma soprattutto un perfetto di mix di campioni già affermati e giovani di belle speranze che rappresentano il presente e il futuro azzurro su neve e ghiaccio.

Federica Brignone, di ritorno a tempo di record dall’infortunio, e Sofia Goggia – rispettivamente 35 e 33 anni – sono le stelle di una nazionale di sci alpino che fra Cortina e Bormio è affamata di medaglie. La campionessa valdostana in gigante e la bergamasca in discesa (dove ha già vinto l’oro nel 2018) saranno i punti di riferimento di una squadra dove l’esperienza non manca (basti pensare ai vari Casse, Innerhofer o Paris) ma dove si stanno facendo strada anche talenti come Franzoni, classe 2001. Nel biathlon la ‘vecchia guardia’ è rappresentata da Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer, che fra coppe del mondo e medaglie olimpiche e mondiali reciteranno il ruolo di stelle, ma come non puntare forte su Tommaso Giacomel, 25 anni, che sta vivendo la stagione della sua consacrazione.

Federico Pellegrino è al tramonto della carriera ma se c’è qualcuno nel fondo che può mettere nel mirino una medaglia, quello è il 35enne poliziotto aostano. E se Roland Fischnaller è il Dorian Gray dello snowboard, i vari Bormolini, Felicetti, Moioli, Caffont e Dalmasso arrivano all’appuntamento a cinque cerchi nel pieno della loro maturità mentre Ian Matteoli (2005) si candida a sorpresa nel big air. Il nuovo che avanza lo troviamo nel freestyle, con Simone Deromedis (2000) e i fratelli Miro (2004) e Flora Tabanelli (2007) che a Milano-Cortina possono definitivamente spiccare il volo.

L’Olimpiade italiana sarà anche una sorta di chiusura del cerchio per Arianna Fontana, portabandiera con Amos Mosaner a Cortina. La 35enne valtellinese è l’azzurra più medagliata di sempre ai Giochi Invernali: 11 i podi a cinque cerchi conquistati nel corso della sua carriera, il primo dei quali – a soli 15 e 10 mesi – a Torino 2006, il bronzo in staffetta. Ora un’altra Olimpiade in casa, con Arianna pronta a guidare una pattuglia azzurra di short track reduce dalle 8 medaglie degli Europei di Tilburg, senza la sfortunata Martina Valcepina ma con le nuove leve – Chiara Betti, Thomas Nadalini e Lorenzo Previtali su tutti – che proveranno a raccogliere l’ingombrante testimone, magari col 26enne Pietro Sighel pronto a imporsi anche a livello individuale dopo le due medaglie cinesi in staffetta.

Restando al ghiaccio, ci si aspetta tanto dalle nazionali di curling, a partire dal doppio misto che a Pechino – col duo Mosaner-Constantini – portò a casa uno storico oro. Nel pattinaggio di figura riflettori puntati su Sara Conti e Niccolò Macii fra le coppie di artistico (due bronzi mondiali nel palmares) e su Charlene Guignard e Marco Fabbri nella danza, binomio che arriva con in tasca l’argento continentale di Sheffield. La pista lunga attende al varco Francesca Lollobrigida: la quasi 35enne di Frascati è stata capace di vincere l’oro mondiale dopo la maternità e quale scenario migliore del Milano Ice Park per aggiungere nella sua bacheca personale anche quello olimpico dopo argento e bronzo messi al collo quattro anni fa a Pechino? Ma quella italiana può essere anche l’Olimpiade di Andrea Giovannini e Davide Ghiotto, consapevoli che certi treni non passano due volte.

– Foto IPA Agency –

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