CASERTA. Cucine da incubo all’ospedale di Caserta. Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa dell’avv. Marra relativa alle segnalazioni dei pazienti dell’AORN Caserta sul cibo pessimo che ricevono giornalmente, inviata alla Direzione Sanitaria del nosocomio casertano.
“Egr. Direttore, ho avuto alcune segnalazioni di pazienti che si sono lamentati per la qualità del cibo che viene loro consegnata durante i giorni di ricovero che ritengo vadano esaminate ed affrontate dalla Direzione.
Alcuni vengono intervistati la mattina per scegliere il menù, quindi indicano un prodotto, che viene annotato dal preposto, salvo poi verificare a pranzo che quella annotazione non ha avuto alcun effetto atteso che viene portato altro rispetto al cibo scelto. Sicuramente ci potranno essere errori, ma a cosa serve mandare una persona a chiedere cosa voglia il paziente se poi viene inviato altro cibo?
Altri pazienti si sono lamentati del fatto che il piatto che arriva, brodoso all’inverosimile, presenta solo una scarsità di pasta, riso, ed altro ed una pochezza di ingredienti fosse anche per insaporirlo un poco che rende difficile assaggiarlo e\o completare il piatto; medesima cosa per il secondo che capita sia “spento” tristemente pietoso ed anche poco mangiabile.
Altri ancora non mangiano proprio il cibo che viene proposto dall’Aorn per queste difficoltà ed onerano i familiari a portare da casa qualcosa per “non morire di fame“; Ad esempio una persona che, per qualche problema, resta in cura presso il nosocomio per una settimana rischia di perdere due kg di peso ed anche di prendere qualche infezione nosocomiale.
Alla luce di tale quadro, naturalmente tutto da verificare, volendo mettermi a posto con la mia coscienza civile e sociale invito la Direzione a voler esaminare queste problematiche sperando che siano mere “favole“ degli ammalati e che invece il cibo sia cucinato da Barbieri, Cannavacciuolo e Cracco uniti insieme nella cucina ospedaliera di Caserta.
Vi invito, altresì, a farvi ricoverare per una settimana al posto dei pazienti del Sant’Anna e San Sebastiano per poter provare l’ebbrezza di assaggiare questi nobili prodotti culinari.” – Avv.to Michele Marra.