I principali interessi criminali di Cosa nostra “includono il traffico di stupefacenti, che ha visto la capacità di instaurare relazioni e forme di cooperazione con altre matrici mafiose (‘Ndrangheta e Camorra) e soggetti stranieri per l’approvvigionamento della droga; le estorsioni, che costituiscono uno strumento tradizionale di controllo territoriale, oggi caratterizzate da modalità persuasive che evitano la violenza, limitandosi all’imposizione di forniture di beni, servizi e manodopera a prezzi maggiorati; il gioco e le scommesse online, strumenti funzionali al controllo del territorio e al riciclaggio dei capitali illecitamente accumulati”. Lo spiega la Direzione investigativa antimafia in un passo della relazione al Parlamento.
“L’interesse mafioso si estende altresì ai settori dell’economia legale: l’infiltrazione nei processi decisionali degli enti locali, l’acquisizione diretta o indiretta di attività economiche tramite imprenditori compiacenti e prestanome, e l’infiltrazione del comparto agro-alimentare mediante truffe finalizzate all’indebita percezione di finanziamenti pubblici destinati allo sviluppo agro-pastorale”.
In Sicilia, nel 2024, ci sono stati “201 provvedimenti interdittivi antimafia (comprensive di: Informazioni interdittive antimafia, misure di prevenzione collaborativa, dinieghi all’iscrizione alle white list). L’analisi dei provvedimenti ha consentito di rilevare che la maggior parte dei provvedimenti antimafia (123) sono stati adottati nelle pro- vince dell’area occidentale della Sicilia, ove sarebbero emersi in prevalenza tentativi di infiltrazioni in società o aziende operanti nei settori dell’edilizia, della ristorazione ed affini, del settore sanitario e in quello dei servizi funebri, dei servizi per la manutenzione di strade ed autostrade, del trasporto merci su strada e del settore agricolo (coltivazioni agricole nonché allevamento di animali)”.
Inoltre “l’attività di prevenzione ha permesso di identificare segnali di infiltrazioni mafiose anche al di fuori della Sicilia, soprattutto nelle regioni del nord Italia, a conferma della capacità delle organizzazioni mafiose siciliane di estendere la propria influenza al di là dei confini regionali”.